« Torna indietro

San Biagio di Callalta, viaggio nella storia delle meridiane


30.11.2021 – Si trova ad Oderzo la più grande meridiana europea tracciato dallo gnomonista trevigiano Giovanni Flora. Non solo nell’opitergino si trova anche il più importante orologio solare ottocentesco della Marca, realizzato sulla parete di palazzo Muletti Porcia.

A svelare il patrimonio gnomonico del Trevigiano è Enio Vanzin che ha curato la mostra “Il sole e il tempo” che si chiuderà sabato 4 dicembre a San Biagio di Callalta, nel polo culturale Skholè. Lo farà nel corso di un convegno che avrà inizio alle ore 15.30 su iniziativa dell’associazione Callis Alta (ingresso gratuito con obbligo di green pass).

“Questi strumenti – spiega l’esperto – che nel passato dominarono la cronometria per poi essere rimpiazzati dagli orologi meccanici sempre più precisi, sono diffusi un po’ ovunque. Nel trevigiano si contano circa un migliaio di meridiane, stando al catalogo Sundial Atlas visitabile in internet, ma sono sicuramente molte di più. Alcune sono antiche, addirittura seicentesche, ma la maggior parte è stata realizzata a partire dagli anni 80 del secolo scorso fino ai giorni nostri. E’ questo un segno della sensibilità dei trevigiani per questi strumenti, ancora attuali per il loro valore didattico, storico, simbolico e decorativo”.

Una bella collezione di orologi solari da viaggio è esposta nel Museo di storia naturale ed archeologia di Montebelluna e due meridiane fanno bella mostra di sé nelle ali laterali di villa Barbaro a Maser. Per quanto riguarda i costruttori di meridiane va sicuramente ricordato il matematico Giovanni Follador (1785-1863) di Valdobbiadene. Abate e insegnante al seminario vescovile di Padova, è stato autore di un trattato di gnomonica e costruttore della monumentale meridiana sul campanile di Valdobbiadene poi distrutta durante il primo conflitto mondiale e ora rifatta. Il numero di meridiane presenti ci pone al primo posto nel Veneto e di questo i trevigiani ne vanno fieri.

x