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Ancora scritte No Vax in città, imbrattata la sede della Cgil

Pubblicato il 6 Marzo, 2022

Dopo i raid delle settimane scorse davanti ad una scuola, sui bus di linea e davanti ad un hub vaccinale, ancora scritte No Vax in città. “Sindacato nazista”. “Se non puoi dire no sei schiavo”. “Nazismo sanitario”. Queste il contenuto delle scritte No Vax. La Cgil è ancora una volta nel mirino della follia e dei vandali. Stanotte, intorno alle 2.30, una persona a volto coperto ha imbrattato i muri del condominio dove ha sede la Camera del Lavoro Territoriale della Cgil, in via Merine, 33 a Lecce. L’intera scena, durata all’incirca cinque minuti, è stata immortalata dal sistema di videosorveglianza di cui la Cgil provinciale ha dotato le proprio sedi. Le immagini sono state acquisite dalla Digos, giunta sul posto in mattinata. Non è infatti la prima volta che le Camere del Lavoro salentine sono sotto attacco. A parte i numerosi atti vandalici a più riprese segnalati nel corso degli anni alla Digos, spicca l’episodio del 23 ottobre scorso, quando all’ingresso della sede della Camera del Lavoro di Galatina apparve una svastica. Stavolta la Cgil finisce apertamente nel mirino dei No Vax, il cui simbolo appare tre volte (la prima sul muro perimetrale del condominio, le altre due a corredo di altre due scritte apparse all’ingresso del Patronato Inca). Sotto accusa la posizione favorevole della Cgil sulla vaccinazione per arginare il Covid-19: “Non arretreremo di un passo sulle nostre posizioni. I vaccini hanno consentito di salvare centinaia di migliaia di vite umane, di far ripartire la vita sociale e di tutelare milioni di posti di lavoro. Di fronte al bene collettivo, alla salute pubblica, le prerogative individuali fanno un passo indietro”, dice Valentina Fragassi, segretaria generale della Cgil Lecce.

Scritte No Vax, colpita la Cgil Lecce. Le dichiarazioni

La segretaria generale Fragassi continua in questo modo sulle scritte No Vax: “Resta un attacco vile, di chi evidentemente non riesce a sostenere un confronto civile. Ma anche un attacco di chi non conosce vergogna e non ha rispetto per le persone che continuano a morire a causa del Covid. È anche un gesto che ignora la storia ed il ruolo che ha avuto il sindacato nella Resistenza: fa sorridere amaramente l’accostamento al nazismo di un sindacato che da sempre è presidio di democrazia e legalità. I veri fascisti sono coloro che agiscono nell’ombra contro la case dei lavoratori da sempre rappresentano la tutela dei diritti”. 

“Condanniamo con forza l’atto vandalico compiuto ai danni della Cgil di Lecce. Le sedi dei sindacati continuano a essere un presidio di democrazia e di confronto, ma atti del genere sono semplicemente incivili ed inaccettabili”. Così il segretario generale della Uil di Lecce Salvatore Giannetto commenta il grave episodio delle scritte No Vax con cui sono stati imbrattati i muri del quartier generale della Cgil nel capoluogo salentino. 

“I sindacati non si lasciano intimidireaggiunge Giannetto sulle scritte No Vax e proseguiranno nella loro azione di tutela dei lavoratori e della Salute pubblica, nella consapevolezza che i vaccini rappresentano uno strumento irrinunciabile e prezioso nella lotta alla pandemia. Da parte mia e della Uil provinciale esprimo quindi totale solidarietà ai colleghi della Cgil ed alla segretaria Valentina Fragassi e contestualmente auspico che le forze dell’ordine riescano ad individuare gli autori di questa azione deprecabile”. 

La Cisl di Lecce, attraverso la segretaria Ada Chirizzi, esprime profonda solidarietà alla Cgil salentina dopo il triste episodio delle scritte no vax apparse sulla sede della Segreteria Provinciale di Via Merine: “Ribadiamo con forza, in questa occasione, l’unitarietà del fronte sindacale sul tema dell’importanza della campagna vaccinale a difesa delle lavoratrici e dei lavoratori italiani. Non si gioca con la salute delle persone! Ad oggi i vaccini hanno rappresentato una barriera fondamentale alla diffusione del virus, consentendo la difesa dei posti di lavoro ed il rilancio della nostra economia. Nessuna ‘dittatura sanitaria’, quindi. Soltanto una condivisa gestione delle politiche sanitarie nell’interesse di chi lavora per garantire un reddito dignitoso per sé e per il proprio nucleo familiare”.