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Taranto: Viabilità e tasse, commercio sempre più in crisi

Pubblicato il 21 Febbraio, 2022

Tre i punti salienti sui quali si è incentrato l’incontro, nei giorni scorsi, tra il commissario prefettizio  del Comune di Taranto, Vincenzo Cardellicchio, e una rappresentanza delle organizzazioni provinciali di Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti. Le Associazioni hanno presentato un documento congiunto, attinente le priorità che investono le attività del commercio e dell’artigianato e in merito alle quali si attendono risposte rapide e risolutive da parte dell’Amministrazione comunale. Al primo posto le  problematiche legate alla Viabilità. Da sempre un tema ‘caldo’, dominato dalla storica carenza di posti auto nelle principali vie commerciali della città e conseguentemente dalle ripercussioni sul commercio di vicinato. La saturazione dei posti auto, ulteriormente peggiorata per via dei permessi concessi ad ampie mani, non facilita l’accesso alle strade urbane del commercio, e induce i consumatori a preferire per gli acquisti i centri commerciali, ben serviti da ampie aree di sosta e dai bus. “L’endemica carenza dei posti auto – si afferma nel documento – nelle principali arterie commerciali della città è stata ulteriormente peggiorata dalle ultime disposizioni amministrative (Delibera di Giunta Comunale n.122 del 02.04.2021 e n. 395 del 04.11.2021) e dal  mancato avvio del  cosiddetto Park &Ride su tutto il territorio cittadino, incomprensibilmente realizzato nella zona di Viale Magna Grecia anziché  nei due principali accessi alla città (Cimino, Porto mercantile). Per queste ragioni si chiede l’annullamento della delibera istitutiva delle nuove strisce blu“. Una situazione che ha peggiorato ulteriormente la già complessa problematica della viabilità cittadina e che viene vissuta con profondo malessere dai commercianti della città che non si sentono supportati da adeguate politiche di sostegno del commercio urbano, in un momento di grandissima difficoltà per le attività di vicinato. Situazione che pesa particolarmente sul Borgo e che, come è stato proposto, potrebbe essere alleggerita con la apertura delle aree parcheggio della Banchina Cacciatorpediniere e di Caserma Mezzacapo, e con un ampliamento degli orari di fruizione. Non meno importante la problematica attinente il nuovo regolamento del Canone Unico Comunale approvato dal Consiglio nel 2021. A tal fine due le richieste: la riduzione della tariffa di occupazione del suolo pubblico, con particolare riguardo alle strutture temporanee; la riduzione della Tari. In sostanza il nuovo regolamento sul Canone Unico Comunale riporta uno squilibrio rilevante tra il valore dei metri quadri del suolo pubblico occupato ‘in maniera permanete’ rispetto ai casi di ‘occupazione temporanea’ (che rappresentano la maggioranza delle concessioni) e proprio perché temporanee hanno un costo al metro quadro maggiore rispetto alle permanenti, anche superiore al 100%. Su questo punto il Commissario si è impegnato a individuare un percorso di confronto con la Soprintendenza che favorisca le autorizzazioni per strutture temporanee e a rivedere la tariffazione. Per quanto concerne l’imposta sui rifiuti (Tari), le Associazioni hanno evidenziato come risulti slegata da qualsiasi forma di proporzionalità rispetto all’efficienza del servizio di raccolta differenziata. Per queste ragioni, anche in virtù delle risorse assegnate da parte del Governo con i vari Decreti a sostegno di imprese e cittadini emanati nel corso degli ultimi due anni, si chiede la riduzione. Infine terzo punto: il Piano Strategico del Commercio, in merito al quale Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti hanno espresso forti perplessità. “La documentazione – si afferma nel documento – pervenutaci fino a oggi non ci consente di formulare un’ analisi corretta e puntuale al fine di esprimere un parere sul redigendo Piano Strategico del Commercio, per le seguenti ragioni: la bozza sottopostaci risulta carente dei dati delle attività presenti su tutto il territorio del capoluogo Jonico, che giustifichino l’apertura di nuove medie strutture; non è specificato in che modo si intenda incentivare le start up nelle zone a maggiore desertificazione commerciale; non vi è traccia di eventuali forme di incentivazione per garantire la sostenibilità delle attività commerciali che insistono in aree a desertificazione commerciale o interessate da degrado ambientale e svantaggio sociale”. A tal proposito il Commissario prendendo atto delle osservazioni delle Associazioni e valutando che uno strumento di pianificazione strategico come il Piano del Commercio non possa che essere approvato da una Amministrazione con pieni poteri di pianificazione, ha deciso di rinviare la questione a dopo le elezioni amministrative di primavera e di chiedere alla Regione uno slittamento dei termini. 

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