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Violenza sessuale sulla figlia e la matrigna riprende il rapporto. Padre condannato a 8 anni

Pubblicato il 19 Gennaio, 2022

Una storia assurda, inquietante, da far accapponare la pelle. Ancora una vicenda di violenza sessuale nel Salento che si consuma tra le mure domestiche e che, questa volta, vede coinvolte due persone (padre e matrigna) negli abusi ad una ragazzina, all’epoca dei fatti minorenne, che da tempo era vittima delle violenze del padre. Si è concluso con la condanna di 8 anni di reclusione il processo a carico di un uomo, residente in un comune del basso Salento, accusato di violenza sessuale in relazione incestuosa verso la figlia. Abusi che sono andati avanti per anni e che, in una occasione, hanno visto la compagna di lui, nonché matrigna della vittima, riprendere il rapporto incestuoso con lo smartphone. L’uomo è stato riconosciuto responsabile di violenza sessuale, ma assolto da altri due reati che gli venivano contestati: maltrattamenti e “revenge porn”, cioè divulgazione di materiale pornografico. Per quest’ultima accusa, invece, la matrigna ha patteggiato la condanna ad 1 anno, con pena sospesa. Il giudice ha anche riconosciuto il risarcimento del danno alla ragazza che si era costituita parte civile.

Violenza sessuale sulla figlia, le indagini

Le indagini, condotte dai poliziotti del Commissariato di Gallipoli, hanno fatto luce su alcuni episodi avvenuti nel Basso Salento e che si sono ripetuti dal 2015 fino al gennaio dello scorso anno. La violenza sessuale reiterata, secondo l’accusa, si sarebbe cominciata a consumare quando la ragazza si trasferì a casa del padre e della nuova compagna. Oltre alla violenza sessuale, come detto, viene contestato l’episodio del video pornografico girato dalla matrigna. In base ad un accordo tra i due conviventi, la donna, infatti, si sarebbe introdotta nella stanza in cui l’uomo stava consumando un atto sessuale con la figlia. La donna avrebbe effettuato un filmato utilizzando lo smartphone. Il video venne inviato al fidanzato della ragazza, per creargli imbarazzo ed indurlo ad interrompere la relazione con la giovane. I due fidanzati, però, sporsero denuncia presso il commissariato di Gallipoli. Successivamente venne emesso un decreto di perquisizione in casa dei due sospettati e ci fu il sequestro di tutti i telefonini e degli apparecchi informatici presenti all’interno dell’abitazione. Il contenuto di quest’ultimi venne analizzato dal consulente informatico della Procura Silverio Greco.

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