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Zaia, scuola: “Il 14 settembre si riparte, chiedo massima vigilanza e attenzione”

“ll 14 apriamo l’anno scolastico, ci sarà il presidente Mattarella a Vo’. Non sto minimamente valutando la non apertura delle scuole. Penso che le indicazioni che abbiamo dato alle famiglie siano esaustive. Ai direttori delle scuole ho chiesto massima vigilanza e attenzione. Le procedure dovranno essere applicate in modo ferreo”.

Lo ha detto oggi il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia in conferenza stampa dalla sede della protezione civile di Marghera. Il governatore ha annunciato entro la giornata l’invio delle linee guida della scuola tramite il dipartimento prevenzione. Le linee sono state presentate in conferenza dall’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin.

Zaia ha poi reso noti i dati sulla situazione Covid in Veneto. Ad oggi sono stati fatti 1.578.767 test e 1,3 milioni di tamponi rapidi.

Dal 21 febbraio i positivi sono 23.189, 163 in più nelle ultime 24 ore. Dei 7.608 in isolamento sono 117 i sintomatici, cioè l’1,53%. Sono 152 i ricoverati con il Covid-19 (+2 rispetto a ieri), di cui 13 in terapia intensiva (fra questi nove gli attualmente positivi). Sui 2.556 positivi totali i sintomatici sono 117, ovvero il 4,58%. Un terzo degli isolati è positivo, 33%

“La situazione è presto detta. Siamo passati da dei bollettini quotidiani a bollettini sporadici. Il dato concreto è che i vacanzieri hanno fatto impennare la curva dei contagi: abbiamo evidenza di contagi da Malta, Croazia e Sardegna”, ha sottolineato Zaia”, “In generale il vacanziere fa risalire i dati. Abbiamo fatto operazioni di screening importanti. Abbiamo già fatto la saponetta a 32 mila insegnanti.

Zaia ha poi affrontato il tema del trasporto. “Sul trasporto, dal primo di settembre abbiamo finalmente visto muoversi qualcosa”, ha detto, “Se siamo riusciti ad avere una capienza dei mezzi di trasporto all’80%, è perchè abbiamo sollevato noi il dibattito. Ricordo che si volevano ridurre della metà i posti in autobus ma permettere che in azienda i lavoratori potessero fianco a fianco per ora. In Veneto abbiamo 465 milioni di passeggeri l’anno, di cui 45 milioni su rotaia, 145 milioni su acqua e 275 milioni su gomma. Questo significa che la capacità di trasporto di questi mezzi viene ridotta del 20%. E che la Regione deve aumentare con nuovi mezzi. E con non pochi problemi. Pensate che in Veneto si percorrono 350mila km al giorno su gomma, mille euro di navigazione, 700 treni. Quali sono le criticità? L’analisi della domanda. Quanti abbonamenti ci saranno? Quanto smart working ci sarà? Tutto questo non lo sappiamo dire. Ci saranno problemi di natura organizzativa. Cioè questo 20% quanti mezzi in più sono? Sarebbero 500 mezzi in più che vanno ad ingaggiare la rottura di carico. E’ un problema economico. Il governo stanzia 200 milioni di euro a livello nazionale ma a noi servono 30 milioni. Sul Ponte della libertà transitavano in fase pre-Covid 122 mezzi dalle 7 alle 8 del mattino in un’ora. Con questa riduzione di capacità trasporto dovremmo far transitare 200 mezzi. C’è un problema di sicurezza. Se i mezzi sono saturi, gli autisti devono lasciare a casa qualcuno. Ma scatta un problema giuridico, perchè non si può lasciare a piedi un ragazzo che deve sottostare all’obbligo formativo. Noi intanto abbiamo messo 8 milioni di euro a bilancio per le prime necessità. Ora capite perchè ci siamo sempre battuti per trovare una soluzione”. 

L’Assessore Lanzarin ha poi indicato i punti salienti delle linee guida delle scuole. “Per la fascia di età 0-6 anni”, ha detto Lanzarin, “dopo aver discusso con le sigle sindacali abbiamo previsto la misurazione della temperatura dei bimbi all’ingresso alla scuola, cosa che le linee guida nazionale non prevedevano. Abbiamo poi introdotto la figura del referente SISP per ogni singola scuola, a cui rivolgersi all’interno dei dipartimenti di prevenzione. La scuola deve individuare a sua volta un referente che si confronti con il referente SISPDue casi: il bambino che ha sintomi (ricordiamo che esiste un patto di corresponsabilità con i genitori) deve essere tenuto a casa in via cautelativa. Se invece il bimbo manifesta sintomi a scuola, deve essere allontanato dalla classe con la mascherina chirurgica e momentaneamente isolato in una stanza con l’operatore. Vengono immediatamente chiamati i genitori che prelevano il bambino e lo portano dal proprio medico o pediatra. Il medico decide se fare il tampone. Se il tampone è negativo, il bambino rimane a casa per il tempo necessario per la guarigione, e il pediatra scrive una attestazione che permette al bambino di rientrare. Se il bambino è positivo, viene contattato il SISP tramite i referenti. IL SISP fa l’esame epidemiologia della classe e dei contatti del bambino. Scatta il piano di sanità pubblica e le misure. Non viene chiusa la classe subito. Ma in base ai risultati dell’esame epidemiologico, il SISP decide se chiudere o meno, ed eventualmente valuta anche chiusure più ampie”.

Quanto alla terribile tragedia del Citrobacter nel reparto maternità dell’Ospedale di Borgo Trento, il batterio killer che ha ucciso 4 bambini in due anni e infettati 96 (di cui 9 con danni permanenti), Zaia ha detto di aver dato “disposizione al segretario regionale della Sanità Mantoan che la relazione della commissione d’inchiesta venga inoltrata alla Procura della Repubblica e resa disponibile per l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona e per i famigliari dei bambini colpiti dal batterio, in modo che possano conoscerne gli esiti fin da subito”. “Abbiamo notificato la relazione al Dr. Cobello (il direttore dell’Ospedale, ndr), con cui mi incontrerò tra oggi e domani”, ha sottolineato Zaia,”Il Dr Mantoan ha inviato una lettera a Cobello chiedendo che vengano prese tutte le misure necessarie e che ci venga inviata la contro-deduzione da parte dell’Azienda ospedaliera”.

Zaia ha poi voluto raccontare come è venuto a conoscenza del caso Citrobacter: “Noi abbiamo saputo di questa vicenda a fine maggio. Lo abbiamo saputo dai giornali. Le infezioni negli ospedali esistono a hanno un inizio, una fine e una gestione. Ho letto la storia di Nina e dopo aver visto le carte e parlato con la mamma di Nina, nel giro di poche ore ho sentito la necessità di entrare in questa stanza buia e accendere la luce. Ho deciso di creare una commissione ispettiva composta dal fior fiore di professionisti nel settore a livello nazionale, non solo locale. Il Prof Baldo è l’unico titolato a parlare di sanità pubblica perché  insegna igiene. Siamo davanti a un’infezione ospedaliera con uno dei batteri più terribile. Può accadere che ci siano infezioni temporanee, circoscritte. Ma questa è la storia di un’infezione che si è trascinata per mesi, se non per anni. Io penso che la relazione ci imponga delle riflessioni. Da un lato le famiglie che hanno bisogno di giustizia, da un lato gli operatori. Questa vicenda andava segnalata prima, non dopo più di un anno. Lo stesso Cobello l’ha saputo a fine maggio”.

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