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Cgil e Cisl, avvio anno scolastico, la “confusione regna sovrana”

Cgil e Cisl, avvio anno scolastico, la “confusione regna sovrana”

A Catania e in provincia l’avvio del nuovo anno scolastico versa in una condizione quasi incontrollata. A sei giorni dalla lettera inviata da Cgil e Cisl di Catania al dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, al neo commissario straordinario della Città metropolitana e al dirigente dell’Asp 3, con la richiesta formale di convocare con urgenza la conferenza dei servizi provinciali, come da documento di Indirizzo Regionale previsto da D.M. 39/2020, e a pochi giorni dall’inizio delle lezioni c’è ancora silenzio dalle istituzioni competenti. Oggi più che mai serve responsabilità e concretezza, perché la scuola riparta, e in sicurezza, per tutti.

La denuncia arriva dalla Cisl di Catania, per voce del segretario generale Maurizio Attanasio, di Ferdinando Pagliarisi, segretario generale della Cisl Scuola catanese e di Lucrezia Quadronchi, responsabile dello sportello Cisl per la disabilità “Orient’Abilità”.

«Mentre il tempo scorre, la confusione di idee e di decisioni attorno alle numerose questioni irrisolte aumenta ogni giorno di più – spiega Attanasio – e i problemi si aggravano in tutto il territorio provinciale perché si sta affrontando lo straordinario con misure ordinarie. Abbiamo l’impressione che c’è chi, più o meno volutamente, insiste a mettere la testa sotto la sabbia, a non osservare le linee guida emanate dal ministero e dalla Regione e a buttarla in politica per sottrarsi alle proprie responsabilità di amministratori».

E se da un lato ci sono sindaci e dirigenti scolastici che hanno affrontato tra tante difficoltà i problemi delle loro comunità, dall’altro ce ne sono alcuni che non hanno fatto niente per fare fronte alle esigenze del distanziamento, della fornitura di mascherine, della ricerca di locali o dell’adeguamento delle strutture esistenti, alcuni di loro addirittura stanno permettendo l’avvio delle lezioni con i cantieri aperti nelle scuole.

«Abbiamo più volte richiamato alla responsabilità tutte le parti coinvolte – afferma Pagliarisi – e, ricordiamo, se l’Asp ha dato precise disposizioni per l’esecuzione dei test sierologici al personale scolastico è stato proprio per le ripetute sollecitazioni che abbiamo fatto e per l’intervento straordinario della Prefettura. Anche se attendiamo risposte per gli assistenti igienico-personali e Asacom, al pari del personale delle scuole private. Purtroppo, però, sul tavolo (peraltro mai convocato) restano le questioni legate ai trasporti, alla sanificazione dei locali, ai banchi, al reclutamento e alla formazione del personale, agli alunni con disabilità».

«Sul lato del trasporto degli studenti, sia locale sia extraurbano – ricorda il segretario della Cisl Scuola etnea – registriamo l’assenza totale di ogni interlocuzione per una programmazione straordinaria, necessaria specialmente per gli studenti delle scuole di 2° grado chiamati ad alternarsi tra lezioni in presenza e didattica a distanza. Anzi, c’è addirittura una involuzione nella disponibilità di mezzi e corse, tanto nel settore pubblico quanto nel privato, che penalizza soprattutto la fascia pedemontana».

È caduto nel vuoto anche il richiamo della ministra Azzolina di prestare maggiore attenzione alle fasce più deboli della popolazione scolastica, agli studenti con disabilità e ai servizi per loro essenziali. «Anzi, è proprio in questo ambito – denuncia Quadronchi – che si registrato i ritardi maggiori, tanto da far prefigurare il tradimento del principio di uguaglianza sancito dall’art. 3 della Costituzione».

«A Catania, dove speravamo di iniziare senza ritardi – sottolinea la responsabile dello sportello Orient’Abilità – l’assessorato comunale alle Politiche sociali aveva annunciato l’avvio del servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione per il 24 settembre, è stato costretto a smentirsi e a rinviare di una settimana. Ma, invece, degli altri Comuni non si sa niente. Né abbiamo notizie dei progetti integrativi migliorativi e dell’impiego degli assistenti igienico-personali da parte del governo regionale che scarica sul governo nazionale gli impegni che aveva assunto».

«Tutto ciò sulle spalle di soggetti deboli che hanno già perso tantissimo durante il fermo delle attività scolastiche, e con i tempi della famiglia stravolti che pesano negativamente sull’organizzazione della vita e del lavoro. Ma con il silenzio assordante da parte di tutte le parti interessate, non ultime le cooperative e i loro rappresentanti, le associazioni e la politica in generale».

«Ecco perché, il sindacato confederale, e la Cisl soprattutto – concludono Attanasio, Pagliarisi e Quadronchi – ha cercato, senza fermarsi neanche nel pieno del periodo estivo, confronti e proposto soluzioni, con sindaci, istituzioni e Prefettura. E ora richiama alla responsabilità tutti, soprattutto l’Ufficio scolastico provinciale perché, così come richiesto, assieme al commissario della Città metropolitana convochino, senza perdere ulteriore tempo, la conferenza dei servizi provinciali, così come da documento di Indirizzo Regionale previsto da D.M. 39/2020, per la tutela e la sicurezza di tutta la comunità scolastica, personale, studenti e famiglie».

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