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la musica dopo l'11 settembre

La capacità di resilienza dell’umanità: la musica dopo l’11 settembre

La musica dopo l’11 settembre ha avuto il potere di resilienza sull’umanità. Parole per riemergere dalla paura

L’11 settembre del 2001, lo sappiamo bene tutti, il mondo è rimasto senza fiato. Senza parole e per un pò con le tenebre negli occhi.

Gli esseri umani hanno scoperto il senso della paura e dell’impotenza e a quel punto il mondo si sarebbe potuto fermare definitivamente in un oblio senza fine, ma l’umanità ha una capacità grande di resilienza. Riesce a trovare il modo di reagire, sempre e comunque.

E la musica è uno degli strumenti che donano agli esseri umani questa capacità. Non cancella il dolore ma lo fa venire fuori trasformandolo in energia, un’energia dirompente che si diffonde e dona forza e coraggio. 

Ed io in questo giorno voglio accompagnarvi attraverso le canzoni che hanno aiutato il mondo ad attraversare quell’apocalisse che mai nessuno avrebbe immaginato possibile.

Già un mese dopo quell’evento dirompente, il mondo del rock, ha agito organizzando una raccolta fondi per le vittime dell’11 settembre e nello stesso tempo per lasciare una testimonianza della tragedia che colpì New York e dove persero la vita poco meno di 3000 persone e dove si contarono 6400 feriti. 

La musica dopo l'11 settembre

Il concerto per New York

Il 20 ottobre del 2001 il Madison Square Garden ospitò il concerto per New York per raccogliere fondi da devolvere alle vittime dell’11 settembre. Gran parte del pubblico era composta proprio dalle famiglie delle vittime, dai colleghi dei pompieri del New York Fire Department e dei poliziotti del New York Police Department morti nella tragedia. 

Il live fu organizzato da Paul McCartney e vi parteciparono anche David Bowie, Bon Jovi, Billy Joel, Eric Clapton, Who, Mick Jagger & Keith Richards dei Rolling Stones e Elton John.

Ma non solo un live fu lo sprone e l’invito a rialzarsi. Infatti, così come la politica e l’economia globali sono state colpite dal crollo delle Torri Gemelle così anche il mondo dell’arte e della musica ha subito l’influenza di questo avvenimento.

Gli artisti ispirati dall’11 settembre

E molti sono stati gli artisti  che hanno messo in musica i propri sentimenti: tra questi quelli che forse più di altri è facile ricordare sono i Black Eyed Peas che grazie al loro Where Is The Love, brano dedicato proprio al clima di paura di quei giorni, riuscirono a diventare una delle band più amate di sempre.

Anche Lily Allen con la sua Him ha affrontato la tematica dell’11 settembre partendo dall’idea delle guerre di religione che da millenni seminano morte in nome di un Dio ogni volta diverso. 

E poi Bruce Springsteen, è stato quello che più di ogni altro ha affrontato il tema dell’11 settembre in musica: ben quattro sono i brani dedicati dal Boss all’evento, e cioè Into The Fire, You’re Missing e The Rising ed Empty Sky:

“il dibattersi dell’essere umano – svuotato, privato dei suoi affetti più cari ‎dall’insulsa violenza – tra segni e sentimenti opposti: l’albero del bene e quello del male, l’amore e ‎la vendetta”

In quel periodo uscì anche Scarlet’s Walk, atteso album della cantautrice Tori Amos, che dedicò alle Torri Gemelle il brano I Can’t See New York. In questa lunga traccia da oltre 7 minuti, l’artista si metteva nei panni di un passeggero a bordo di uno degli aerei dell’11 settembre, incapace di vedere New York sotto di sé.

Come dimenticare poi la splendida I Was Here scritta da un’ispirata Diane Warren per la splendida voce di Beyoncé, è tratta dall’album 4 di Queen B, datato 2011. 

Altra grande penna, quella del cantautore canadese più famoso di sempre: Leonard Cohen. Sua la poetica On That Day, inserita nell’album Dear Heather del 2004.

Celebre poi, un brano del 2004, My Blue Manhattan di Ryan Adams, tratto dall’album Love is Hell.

E tante altre sono le canzoni che hanno parlato al mondo del dolore ma anche della volontà di rialzarsi e ricostruire come è sempre stato e come sempre sarà. Come la fenice che risorge dalle ceneri.

“L’uomo che si alza è ancora più forte di quello che non è mai caduto”-Viktor Frankl-

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