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Casoria, imprenditore si ribella a 3 uomini del clan Moccia che chiedevano il “pizzo”

La tentata estorsione è stata ripresa da videocamere di sorveglianza nei cantieri.

I carabinieri di Casoria e di Castello di Cisterna hanno arrestato tre persone, Barbato Salvatore di 55 anni, Russo Tommaso di 40 anni e Sorrentino Gennaro di 39 anni, per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Le indagini sono partite dopo la denuncia, sporta nel mese di gennaio, da un imprenditore che stava eseguendo lavori di ristrutturazione presso un cantiere di Casoria, al quale era stata fatta una richiesta di denaro per proseguire l’attività.

Tramite le immagini di videosorveglianza collocate nel cantiere, i militari hanno ricostruito le varie fasi della tentata estorsione e identificato i soggetti indagati.

Barbato Salvatore, conosciuto come “Totor O’ Can”, è ritenuto un elemento del clan Moccia. Russo Tommaso invece, lo scorso 1° febbraio, è stato ferito da colpi d’arma da fuoco esploso da ignoti a bordo di una vettura a piazza Cirillo a Casoria.

Per lo stesso episodio i soggetti erano già stati raggiunti da provvedimento di fermo emesso dalla DDA di Napoli, poi non convalidato dal Tribunale di Napoli Nord.

Alla luce delle nuove indagini e delle nuove fonti probatorie, sono invece state confermate le precedenti ipotesi accusatorie, grazie alle quali è stato possibile procedere all’arresto dei tre soggetti.

Qualche settimana fa fu arrestato ad Afragola un uomo che aveva chiesto 2.000 euro ad un imprenditore per proseguire la sua attività. Segnali sicuramente positivi che sottolineano il desiderio degli imprenditori di ribellarsi finalmente alla morsa mortale del “pizzo”, una “spesa” non più sostenibile anche a causa della crisi scatenata dal Covid-19.

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