« Torna indietro

taranto

Belmonte Mezzagno, confiscati beni per un milione e 200 mila euro a noto boss

Pubblicato il 12 Maggio, 2022

Duro colpo al clan di Belmonte Mezzagno.

Sono stati confiscati beni per un valore di un milione e 200 mila euro ad esponenti di rilievo del mandamento mafioso locale. Questo è l’esito delle indagini svolte dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Palermo, che avevano già portato tra aprile e maggio 2018 all’emissione un provvedimento di confisca di beni per un valore complessivo di circa 720 mila euro a carico di Salvatore Bisconti, belmontese di 67 anni, e di un altro provvedimento di confisca di beni per un valore complessivo di circa 500 mila euro a carico di Giacinto Di Salvo, detto “Gino”, nato a Bagheria nel 1943.

Da i provvedimenti è stata dichiarata “l’irrevocabilità delle confische e l’ingente patrimonio, riconducibile a Cosa nostra, è entrato definitivamente a far parte del patrimonio dello Stato”, dicono dal comando dei carabinieri.

L’imprenditore Bisconti era stato tratto in arresto nell’operazione denominata “Perseo”, con l’accusa di aver fatto parte del mandamento mafioso di Belmonte Mezzagno. I beni confiscati: l’intero capitale sociale con relativo complesso di beni aziendali della società “Costruzioni Bisconti s.a.s. di Santangelo Giovanni & C.” con sede a Belmonte Mezzagno; quattro appezzamenti di terreno a Belmonte Mezzagno, un appezzamento di terreno ad Altofonte; due magazzini ad Altofonte; cinque rapporti bancari.

Giacinto Di Salvo, invece, è ritenuto reggente del mandamento mafioso di Bagheria. “Al momento detenuto, è stato tratto in arresto – dicono i carabinieri – per aver diretto il mandamento e la famiglia mafiosa di Bagheria, coordinando costantemente le attività illecite degli altri affiliati e capi famiglia, in particolare nel settore delle estorsioni alle imprese e agli esercizi commerciali della zona”.

I beni confiscati sono: quattro appezzamenti di terreno a Misilmeri e uno a Bagheria; due auto; una moto e 13 rapporti bancari”.