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Non batteva gli scontrini e incassava i soldi dei clienti. Ammanchi per oltre 46mila euro, cassiera a processo

Pubblicato il 4 Marzo, 2022

Dopo quello che si terrà a luglio per l’ennesimo caso di presunta violenza sessuale, anche una cassiera a processo, che si terrà il prossimo 10 giugno, per un’accusa molto grave che pende sul suo capo. La donna, in realtà ex dipendente all’interno di un supermercato di Maglie, è accusata di essersi impossessata di oltre 46mila euro. Così, S. C., 33enne di Aradeo, ha scelto di essere giudicata con rito abbreviato, al termine dell’udienza preliminare che si è tenuta oggi. L’imputata risponde del reato aggravato di appropriazione indebita e il titolare dell’esercizio commerciale si è costituito parte civile. Secondo l’accusa, l’addetta al servizio di cassa, si sarebbe appropriata indebitamente, tra aprile del 2019 e novembre del 2020, della somma complessiva di 46.679,95 euro. Dopo avere incassato le somme di denaro, a seguito di altrettante battiture sul registratore di cassa, non emetteva lo scontrino e, nello stesso tempo, provvedeva all’immediato annullamento dell’operazione. In questo modo, la cassiera non versava i corrispondenti importi al proprio datore di lavoro. 

Cassiera a processo, ecco come è stata scoperta

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È stato il proprietario del supermercato ad avvisare le forze dell’ordine dopo la segnalazione di alcuni clienti. I carabinieri della stazione di Maglie, a seguito di un servizio di osservazione, lo scorso 19 novembre 2020, hanno scoperto la cassiera con i soldi nella borsa, circa 150 euro. La cassiera a processo, inoltre, è stata immortalata dalle telecamere di videosorveglianza dell’esercizio commerciale. La donna, secondo quanto accertato, passava i codici a barre dei prodotti acquistati dai clienti, sull’apposito scanner. La somma veniva dunque registrava regolarmente, ma dopo che riceveva il denaro in contanti e batteva lo scontrino, la cassiera annullava l’operazione. La somma fu restituita al legittimo proprietario e successivamente la cassiera fu licenziata. In seguito ad ulteriori accertamenti è emerso un ammanco di oltre 20mila euro.

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