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Misurare l’efficienza dei computer quantistici attraverso lo studio di atomi e fotoni

In un recente articolo pubblicato sulla rivista Physical Review Letters, Davide Girolami, ricercatore del Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia, DISAT del Politecnico di Torino, in collaborazione con il collega Fabio Anzà della University of California at Davis, descrivono un metodo matematico per semplificare o studio di sistemi quantistici a molti corpi.

Pubblicato il 9 Giugno, 2021

Torino. In un recente articolo pubblicato sulla rivista Physical Review Letters, Davide Girolami, ricercatore del Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia- DISAT del Politecnico di Torino, in collaborazione con il collega Fabio Anzà della University of California at Davis, descrivono un metodo matematico per semplificare o studio di sistemi quantistici a molti corpi.

L’evoluzione temporale di un sistema quantistico può essere visualizzata come un cammino in uno spazio astratto fra una configurazione iniziale e una finale; calcolando la distanza più breve fra il punto di partenza e quello di arrivo, i ricercatori dimostrano che si ottiene una misura della differenza tra le proprietà fisiche dello stato di partenza e di quello di arrivo.

Un’applicazione del risultato di una certa rilevanza risulta quella della valutazione dell’efficienza dei computer quantistici, calcolatori attualmente in fase di sviluppo, che codificano informazioni in atomi invece che in transistor, come i nostri laptop e smartphone.

Una volta costruiti, risolverebbero alcuni problemi computazionali più velocemente dei più potenti supercomputer. Le potenzialità di questa nuova tecnologia risultano al momento di grande interesse in tutto il mondo, attirando investimenti nell’ordine di miliardi di euro da parte di enti governativi quali quelli degli Stati Uniti, Unione Europea e Cina, e da parte di giganti dell’hi-tech quali Google, Microsoft e IBM.

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