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Roma

Roma, banda del buco, dimesso l'”uomo-talpa”. Due indagati: “Passavamo per caso” (VIDEO)

Pubblicato il 12 Agosto, 2022

“Stavamo passando in macchina per caso e abbiamo visto un ragazzo che chiedeva aiuto e quando abbiamo visto il tunnel abbiamo avuto paura e ce ne siamo andati via”.

E’ quanto hanno raccontato nel corso dell’udienza per direttissima.

Tornano liberi le due persone arrestate ieri in via Innocenzo XI a Roma nell’ambito della vicenda sulla presunta banda del buco. Al termine del processo per direttissima il giudice ha convalidato l’arresto non applicando la misura cautelare a carico dei due. Fissato il processo al prossimo 20 dicembre.

Intanto è stato dimesso poco fa dall’ospedale Gemelli l’uomo che ieri è stato salvato dopo essere rimasto bloccato nel cunicolo in via Innocenzo XI, a una profondità di circa sei metri.

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Sulla vicenda, per la quale sono in corso indagini, c’è il forte sospetto che possa trattarsi di un tentativo di scavare un tunnel per un furto nello stile di una banda del buco.

L’ “uomo-talpa”, un trentenne romano che sarà ascoltato nei prossimi giorni, è stato denunciato per danneggiamento e crollo colposo, così come le altre tre persone che erano state fermate ieri nei pressi del luogo del salvataggio.

Alcuni degli indagati hanno precedenti specifici anche per furto.

Nei prossimi giorni sarà ascoltato anche il proprietario del locale vuoto dove il gruppo stava eseguendo dei lavori e che forse sarebbe stato preso in affitto.

Nelle vicinanze di via Innocenzo XI ci sono due banche distanti per alcune centinaia di metri.

Le operazioni di salvataggio sono state accolte da un lungo applauso, ieri, dalle folla di persone che da almeno otto ore stavano seguendo le operazioni.

I FATTI

Tutto è cominciato ieri mattina quando al 112 arriva una telefonata che lancia l’allarme: alcune persone sarebbero rimaste incastrate in un cunicolo in via Innocenzo XI, una delle traverse della più conosciuta Gregorio VII, non molto distante dalla Basilica di San Pietro. I vigili del fuoco intervengono sul posto anche con l’ausilio delle forze speciali ed individuano presto il punto esatto del crollo, di fronte ad un negozio sfitto. Da sotto l’asfalto arriva la voce di una sola persona che chiede aiuto. I soccorritori si mettono al lavoro intervenendo con una ruspa per aprire un tunnel parallelo in modo da raggiungere l’uomo che però è sepolto vivo dalle macerie. Secondo le prime indagini è probabile che a fare la chiamata sia stato un altro membro della banda, forse uno dei tre fermati dai carabinieri mentre si aggirava nella zona del colpo. I complici, tutti italiani con precedenti, si erano dati alla fuga, ma sono stati bloccati dai carabinieri non lontano dal luogo del crollo. Portati nella caserma di Trastevere, sono stati interrogati per ore. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Roma e ora si dovrà chiarire anche se la banda non fosse più numerosa e contasse anche su eventuali altri complici e basisti.