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Tra la Sicilia e la Campania: Sorrentino gira a Stromboli e Andò a Napoli

Pubblicato il 2 Ottobre, 2020

La Sicilia ritorna a essere set cinematografico e Paolo Sorrentino ha girato a Stromboli alcune sequenze del suo nuovo film, prima di trasferirsi nella costiera amalfitana, a Capri e a Napoli. Un film targato Netflix ma nelle intenzioni intimo e personale, compreso il riferimento nel titolo alla passione per Maradona e alla storica partita Argentina-Inghilterra, “È stata la mano di Dio”, e che vede nel cast ancora una volta Toni Servillo. Dopo “L’uomo in più”, “Le conseguenze dell’amore”, “Il divo” e il film Oscar “La grande bellezza”, si rinnova il sodalizio fra il regista/sceneggiatore e l’attore che alterna al primo amore, il teatro, le interpretazioni sul grande schermo.

Paolo Sorrentino
Dal film “Youth”: Roly Serrano ricorda l’immagine di Maradona dopo il ritiro

Lo stesso Maradona, citato quando ha vinto l’Oscar come miglior film straniero tra i suoi miti, era evocato in “Youth – La giovinezza”. Se, per il suo ritorno a Napoli, Sorrentino intende mettere in moto ricordi e sentimenti del passato, chissà come tutto questo s’intreccierà nel suo stile: tra Maradona, il pop, l’alto e il basso e il rapporto dialettico tra immagini e sonorità.

Quanto alle Eolie, le Isole, in generale, rappresentano l’immaginario ideale per i set cinematografici, come conferma la storia del cinema: dal film di Roberto Rossellini “Stromboli (Terra di Dio”), con Ingrid Bergman, nel 1950, mentre Anna Magnani girava “Vulcano” di William Dieterle, a “L’avventura” di Michelangelo Antonioni, nel 1960, fino a “Il postino” di Michael Radford con Massimo Troisi nel 1994, girato in parte a Salina e ultimo film del comico napoletano, morto alla fine delle riprese. Da ricordare anche “Sicilia!” (sezione Un certain regard al Festival di Cannes 1999), diretto da Danièle Huillet e Jean-Marie Straub.

Nel frattempo, mentre Sorrentino girava in una Stromboli probabile scenario delle sue personali rielaborazioni, il regista palermitano Roberto Andò aveva già avviato le riprese, tra Napoli e Roma, del suo nuovo film, tratto liberamente dal suo romanzo, edito dalla Nave di Teseo, “Il bambino nascosto”, con Silvio Orlando.

Roberto Andò in una fotografia di Lia Pasqualino.

Dopo Il trono vuoto (Premio Campiello Opera Prima), Roberto Andò scrive un romanzo con il ritmo serrato di un giallo, ambientato in una Napoli originale e segreta. Un incontro folgorante, una storia di iniziazione e paternità, fra un maestro di pianoforte e un bambino, destinato a trasformarsi in qualcosa di nuovo e diverso nel passaggio al film grazie alla sceneggiatura di Andò e del poeta e scrittore Franco Marcoaldi.

A proposito di scrittori che si dedicano alla regia: Niccolò Ammaniti aveva già quasi del tutto completato le riprese, prima del blocco dovuto al Covid-19, della serie per Sky Original “Anna”, dal suo omonimo romanzo, immersa in una situazione apocalittica in Sicilia, con ciak tra Gibellina, Salemi, Santa Ninfa e Messina.

Nel frattempo, lo scorso 30 settembre si sono tenute pure le selezioni per il cast della serie tv on demand “Ciò che non ti ho detto Revolution”, regista e attore Angelo Faraci, a Novara di Sicilia. Si prevedono riprese nella stessa Novara e a Mazzarrà Sant’Andrea.

Il cinema e le serie tv, insomma, cercano di ripartire in sicurezza e luoghi come la Sicilia continuano a essere scelti come set speciali, tra l’ambiente e le atmosfere.

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