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“Sul Più Bello” di Alice Filippi con Giuseppe Maggio e Ludovica Francesconi, tratto dal romanzo di Eleonora Gaggero: Recensione esclusiva

Arriva nelle sale “Sul Più Bello” diretto da Alice Filippi con Giuseppe Maggio e Ludovica Francesconi, tratto dal romanzo di Eleonora Gaggero. Vi forniremo una recensione esclusiva

Marta è una ragazza simpatica, gentile, lavora come speaker in un supermercato, vive con i suoi due più cari amici perché i suoi genitori, se ne sono andati via molto presto.
Convive con una rara malattia: la mucoviscidosi.
Arturo ha tutto dalla vita: è bello, ha una vita scandita da mille impegni e può conquistare tutte le ragazze che vuole.
Cos’hanno questi due ragazzi in comune? Apparentemente niente.

Sul Più Bello: Trailer ufficiale


Succede come nel tennis, l’attimo esatto in cui cade la pallina a mezz’altezza, nello sportivo si innesca un meccanismo mentale per cui dovrà muovere la racchetta e realizzare il colpo.
Il compianto scrittore e sceneggiatore Mattia Torre, anni fa, ne aveva realizzato uno spettacolo teatrale chiamato “Qui e Ora”, portato in scena da Valerio Aprea, Paolo Calabresi e Valerio Mastandrea. Si raccontavano le congiunzioni di eventi, di attimi, incastonati in una precisa dinamica narrativa: l’essere qui e ora al momento perfetto, praticamente “sul più bello”.
La vita spesso è un insieme di questi momenti.

Questo film parte proprio da questo pretesto, per costruire una perfetta macchina produttiva e un ottimo lavoro artistico. Andiamo con ordine.

Roberto Proia, produttore e co sceneggiatore del film, nel produrre “Sul Più Bello” ha avuto coraggio.
Il film “Sul Più Bello”, tratto dal romanzo di Eleonora Gaggero, è uno dei primi lavori partiti da metà giugno, post protocollo di sicurezza anti covid-19, ma soprattutto post lockdown. Precedentemente avevano girato un giorno e mezzo, poi tra tamponi e controlli sono tornati sul set. Possiamo evidenziare come nel film questa nuova misura di lavoro non incide sulla creatività e si sposa con la macchina audiovisiva, facendo ben sperare, dato il perfetto funzionamento, gli addetti ai lavori per eventuali restrizioni future. Oltre a quanto evidenziato prima, Proia e il suo staff scelgono un bacino di pubblico che la produzione audiovisiva italiana ha preso in considerazione solo rare volte come nel caso di “Baby” e attualmente su Disney Plus con “Clouds”. I 4,5 milioni incassati dal teen drama “After”, a inizio settembre, non sono un numero da sottovalutare, proprio per questo sono stati investiti, per il lancio di “Sul più Bello”, 900 mila euro e al momento sono stati venduti, nel mondo, i diritti per circa 6 remake.

“Sul Più Bello”: l’esordio alla regia di Alice FIlippi
Riguardo la parte artistica, il film raggiunge vette molto alte, tanto da far invidia a prodotti simili provenienti dal resto del mondo. Il lavoro di Alice Filippi non sembra quello di una regista alle prime armi, ma dimostra di saper maneggiare abilmente la macchina filmica e la direzione degli attori. Riguardo la sua regia, l’esperienza del passato in fase di affiancamento è stata più che proficua, dato che mostra una profonda abilità nell’uso delle varie tecniche di ripresa e con una precisa scelta riguardo le inquadrature. Se la città di Torino si trasforma in un luogo di tutti dove, la caratterizzazione italiana si annulla per lasciare spazio a un confine internazionale, è proprio grazie alla regista. In questo film Torino, che già vive di una nomea positiva, sembra Vienna, una città dove tutti vorremo abitare. Per la scelta dei movimenti di macchina, durante i dialoghi, è ciò che più ci ha incuriosito. Alice Filippi, nella maggior parte delle scene tra 2 attori, li posiziona di profilo (è evidente la scelta già solo guardando la locandina del film) e successivamente o ci gira attorno, con movimenti di 30/40 gradi, o offre una visione della scena staccando la camera e mostrando la scena sotto altri punti macchina. Questa scelta non snatura la storia ma bensì la accompagna verso il suo percorso di racconto favolistico dove si notano inoltre tutti i caratteri: eroina, principe azzurro, castello, cattiva (interpretata dalla scrittrice del libro da cui è tratto il film), morale, clima, fotografia.
Un altro aspetto affascinante di questa prima regia è stato il veder inseriti tanti dettagli a contorno del film, uno su tutti: il telefono. Durante le prime sequenze il personaggio di Marta prende spesso in mano il suo smartphone, oggetto che riflette le nostre vite, per questo la regista sceglie di rifletterne lo schermo sul volto della protagonista.

“Sul Più Bello” foto di scena

“Sul Più Bello”: il cast
Se Alice è riuscita a costruire questa fiaba è anche grazie al lavoro fatto con il cast, soprattutto con l’esordiente Ludovica Francesconi.
Quest’ultima, con l’interpretazione di Marta ha segnato il suo esordio nel cinema e quello da protagonista. Lei è sempre in scena e con Alice è riuscita a costruire un equilibrio ben bilanciato. Se Marta è inserita in una fiaba lo si deve molto alla recitazione di Ludovica che, da un lato ne evidenzia la forza del personaggio nel contrastare la malattia e dall’altra è lontana dal linguaggio comune. Seguendo la climax emotiva del film, questo suo stile si sposa con l’interpretazione di Giuseppe Maggio.

Il suo lavoro è da sottolineare marcandolo a più riprese, a dimostrazione di quanto il pregiudizio possa portare spesso lo spettatore fuori tema.
Di Giuseppe in tanti ne avevano riso, subito dopo la sua interpretazione in “Amore 14”, grazie alla parodia realizzata da un noto Youtuber. Questo ragazzo classe 1992 è caduto e si sta rialzando meglio di chiunque altro, regalando ottime interpretazioni come giù avvenuto nell’ultima stagione di Baby (consigliamo una focalizzazione sulla sua espressione nella scena dell’arresto finale). Arturo, nonostante inizialmente può dare l’idea del classico principe azzurro, se ne distacca e lentamente, come tutti i personaggi di “Sul Più Bello” mostra sempre più quel lato nascosto del carattere.    

“Sul più Bello” è un film da vivere al cinema, coinvolgente, di quelli a cui, da spettatore, ti affidi e ti lasci condurre dove vuole lui perché ti puoi fidare.

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