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Seduta consiliare su palazzina via Castromarino: le ragioni dell’abbandono da parte degli sfollati

Gli sfollati hanno abbandonato la seduta consiliare di ieri in Comune. La portavoce del Comitato, Oriana Pappalardo, e il responsabile delle Politiche Abitative della Cgil, Dario Gulisano, spiegano le ragioni di ciò

A distanza di un anno e mezzo fa discutere ancora la vicenda relativa al crollo della palazzina di via Castromarino durante i lavori di scavo della galleria della metropolitana a Catania.

Nella giornata di ieri infatti, durante una seduta consiliare al Comune, gli sfollati che vivevano negli appartamenti di questa palazzina hanno abbandonato l’aula durante il discorso dell’assessore all’Urbanistica, Enrico Trantino. Quest’ultimo ha detto che “fin quando non si saprà chi sia il vero colpevole del crollo il Comune non avrà obblighi“.

Al centro del dibattito l’ordinanza da parte dell’amministrazione comunale dello scorso mese di maggio, che ha ordinato ai proprietari degli immobili di presentare un progetto di riqualificazione e risanamento degli edifici crollati. Adesso gli sfollati si trovano o in appartamenti affittati o ospiti in casa di parenti.

La portavoce del Comitato degli ex residenti di Via Castromarino, Oriana Pappalardo, ha spiegato quali sono state le ragioni dell’abbandono dell’aula consiliare da parte degli sfollati ponendo l’accento su quanto detto sia dall’assessore Enrico Trantino sia dall’assessore alla Protezione Civile, Alessandro Porto.

“Noi riponevamo – spiega la Pappalardo – l’ultima speranza su questa seduta consiliare. Quella notte noi ci siamo autosalvati, io ho visto coi miei occhi il crollo e ho cercato di salvare mio figlio. Siamo stati accolti in un albergo che ci ha tenuti dentro per poche ore e che ci ha fatto pagare un conto salatissimo. Quindi l’assessore Porto ha detto delle vere e proprie falsità, anche perché la Protezione Civile è stata totalmente assente. Molti di noi non hanno neanche un lavoro e progetti non ne possiamo fare. Invece se non ne facciamo rischiamo addirittura di essere denunciati! Non sappiamo nemmeno che agibilità hanno gli edifici con la talpa che scava la galleria per la metropolitana e per questo motivo non ha senso quanto detto dall’assessore Trantino. Finora hanno dato una casa a una sola famiglia con una donna incinta, tre minori e reddito di cittadinanza. Stiamo meditando per il futuro sia in sede legale assieme all’avvocato Giuseppe Lipera che attraverso l’organizzazione di sit-in. Anche nella zona Borgo-Sanzio sta succedendo una cosa simile”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il responsabile delle Politiche Abitative della Cgil, Dario Gulisano, che contesta in particolar modo il comportamento del sindaco Salvo Pogliese.

L’assenza del sindaco – afferma Gulisano – è una cosa gravissima, in quanto non c’era mai stata una riunione in merito a questo fatto. Si trovava all’inaugurazione dei nuovi uffici dell’Amt, ma dato che il consiglio è stato convocato la scorsa settimana si poteva organizzare per essere presente. Un consigliere ha proposto di chiedere agli Ordini degli Architetti e o degli Ingegneri di fare un progetto gratis, ma ciò non si può fare un mese dopo. L’assessore Porto ha detto di non dimenticare quanto fatto dal Comune, ma 3mila euro a famiglia per 500 giorni sono davvero pochi. Quello che ha detto Trantino è stata una lezione di giurisprudenza quando invece il loro obiettivo dovrebbe essere quello di accudire i cittadini, per esempio con un bonus affitto. Gli sfollati hanno perso – giustamente – le staffe in lacrime e, io mi vergogno di questa amministrazione”.

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