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Il segretario cittadino del Pd, Franco De Domenico, contro Ferrovie e Poste

Il segretario cittadino del Pd, Franco De Domenico, contro Ferrovie e Poste

Il Partito Democratico di Messina contro Ferrovie e Poste. A scrivere è il segretario cittadino, Franco De Domenico, che evidenzia il gap infrastrutturale e dei servizi tra Nord e Sud «Il nostro Paese ha potuto beneficiare di enormi risorse sul PNRR proprio per colmare questo divario; è inconcepibile, pertanto, che lo Stato e le aziende pubbliche, arretrino, in termini di presenza sul territorio, servizi essenziali e investimenti, proprio ora». 

Al centro delle accuse di De Domenico il disimpegno delle Ferrovie dello Stato e le ripetute chiusure e disservizi di Poste Italiane.

«Le Ferrovie, ad appena tre mesi (estivi) dal ripristino di un servizio, mezzo decente, della metroferrovia, peraltro precluso agli studenti ma addirittura, inspiegabilmente, senza attendere la fine della sperimentazione dirottano ben cinque coppie di treni su altre tratte. Insomma tra Regione, Comune-ATM e Ferrovie è una bella gara allo scaricabarile di responsabilità per coprire l’incapacità di trovare soluzioni condivise per scelte minimali»

Sulle poste, invece, il segretario del Pd evidenzia come siano «lasciati interi villaggi periferici, ancorché popolati senza una sede, oppure con apertura a giorni alterni con la scusa del COVID. Lo scorso anno, dopo tante riunioni, avevamo contribuito a sventare la chiusura di tre uffici periferici, due a Sud, Santo Stefano e Mili San Marco e uno a Nord, Pace, oggi la questione si ripropone per l’ufficio di Torre Faro, inspiegabilmente ed improvvisamente chiuso dall’inizio di ottobre».

«Riteniamo – conclude De Domenico – che, nel silenzio dell’amministrazione comunale e del Governo Regionale, sia giunto il momento in cui le forze vive di questa città, facciano quadrato a difesa di questi scippi continui inaccettabili, soprattutto da parte di soggetti, nella sostanza, pubblici come Ferrovie e Poste, con risultati di bilancio peraltro soddisfacenti e con risorse acquisite per la stragrande maggioranza da fonti pubbliche».

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