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“Ma quale Ponte, l’opera più importante è mettere in sicurezza la Sicilia”

intervista a Giovanni Pistorio, segretario regionale della Fillea Cgil

L’appuntamento telefonico è per le tre del pomeriggio di domenica: “Oggi sono un po’ più libero”, dice Giovanni Pistorio, segretario regionale degli edili Cgil, dall’altra parte del telefono, “sono stati giorni molto complicati per noi”. Sono stati i giorni di Apollo, delle alluvioni, delle strade come torrenti, dei fiumi esondati, dei territori in ginocchio e, purtroppo, anche dei morti, ben tre nel catanese. E sono stati, per Pistorio, i giorni di un lavoro fitto fitto con i segretari e i dirigenti locali della categoria, la Fillea Cgil, degli appelli alle istituzioni, delle lettere aperte, come quella pubblicata su Collettiva, il giornale della Cgil, apprezzata da più parti. Ma sempre con gli occhi fissi, soprattutto, su Catania e Siracusa, “epicentro” dell’emergenza.

Pistorio, partiamo dalla fine: non è che, come si suol dire, “passata la festa, gabbatu lu santu?”, cioè non è che adesso ci si dimentica quello che è accaduto?

Nessun problema. Noi della Fillea abbiamo la memoria forte. Per noi la questione del dissesto idrogeologico è all’ordine del giorno. Per noi, per essere chiari, la più grande opera da realizzare non è il Ponte sullo Stretto, come qualcuno chiede, ma le tante piccole opere che servirebbero a mettere in sicurezza il territorio creando allo stesso tempo tanta buona occupazione. Occorre andare oltre le emergenze. Occorre pianificare. Quello che è accaduto in questi giorni è solo l’ennesima puntata di un brutto “film” che abbiamo già visto, per esempio, a Giarre e Giampilieri e che rivedremo ancora se non si interviene.

Giovanni Pistorio

Sì, si interviene, ma come?

Intanto, occorre andare in maniera decisa verso il consumo di suolo zero, dobbiamo demecentificare. Faccio notare che Catania e Palermo sono in cima alla classifica per consumo di suolo. Nell’immediato, per rispondere a quello che abbiamo visto, bisogna sedersi al  tavolo con i comuni e programmare una serie di interventi per incanalare in modo intelligente le acque. La morfologia delle città potrebbe essere cambiata e potrebbe servire riaggiornare gli interventi. Per farle un esempio concreto, mi auguro che i lavori per la messa in funzione del collettore B, che va da Misterbianco al mare, raccogliendo le acque piovane della zona Ovest di Catania, possano andare subito a gara. Ma tutto ciò deve essere accompagnato da interventi più strutturali e da visioni innovative.

Senza sconfinare nella fantascienza, quali per esempio?

Penso alla rigenerazione urbana, alla bioedilizia, alla riqualificazione delle città, all’edilizia scolastica e sanitaria – ricordiamo che il tasso di decadimento degli edifici aumenta – alle”città dei quindici minuti”, alle Sponge City – le città “spugna”, capaci di drenare, assorbire e restituire acqua pulita – e a tutte le opportunità che ci offre la transizione energetica. Questo richiederà tantissime nuove professionalità nel nostro settore e dunque occorre investire nella formazione e riqualificazione dei lavoratori verso un futuro che si fonderà sempre più sulla sostenibilità ambientale, anche in edilizia.

Sostenibilità ambientale? Ma stiamo parlando con Pistorio o con Greta Thunberg?

Ma guardi che per noi della Fillea il tema dell’ambiente e dei cambiamenti climatici è cruciale. Siamo di fronte ad un’emergenza climatica globale con cui dobbiamo fare i conti, come dimostrano anche i fenomeni estremi di questi giorni. Fa piacere notare, a proposito di Greta Thunberg, che la sensibilità maggiore per i temi ambientali si esprime soprattutto tra i giovani.

Alfio Mannino e Giovanni Pistorio

A proposito di ambiente e grandi opere, accennava poco fa che il Ponte non è un priorità?

Non solo non è un priorità ma è proprio irrealizzabile. Il ponte a due campate non è percorribile dai treni perché le oscillazioni non permetterebbero il transito e per il ponte a tre campate non ci sono gli studi geologici. La soluzione più sensata, come dice il professore Russo dell’università di Reggio Calabria, è quella di ridurre i tempi di percorrenza nell’isola e verso il centro e nord Italia. Occorre mettere mani alla viabilità interna. Oggi è piu facile, da Troina, andare a Catania che andare ad Enna. Per questo insisto: la vera Grande Opera sono le piccole opere.

E i soldi dove si prendono?

Si possono utilizzare i fondi del Pnnr ma serve una riprogrammazione e i progetti non sono immediatamente cantierabili. Ma si possono utilizzare anche tante altre risorse, come quelle del Fesr. Lo abbiamo scritto qualche tempo fa assieme al segretario della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, e al segretario della Flai Sicilia, Tonino Russo. Purtroppo la Regione, sembra sorda di fronte alle ragioni del mondo del lavoro. E i risultati si vedono.

E dunque, Pistorio, in conclusione, voi cosa farete da domani?

Stiamo programmando iniziative in tutti i territori provinciali e andremo alla ricerca del dialogo con la cittadinanza e con le istituzioni affinché le nostre proposte per la messa in sicurezza della Sicilia, possano diventare obiettivi condivisi.

(Foto da Facebook)

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