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Pagina Fb di Musumeci.

Migranti, Regione Sicilia interviene su Hotspot e Tar

Migranti: la Regione Sicilia interviene sulla condizione allarmante sul piano igienico/sanitario degli Hotspot e fa una precisazione in merito all‘intervento del Tar sulla recente ordinanza impugnata dal governo. Inoltre, proprio nel pomeriggio di oggi il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, così come richiesto, assieme al sindaco di Lampedusa Totò Martello (nella foto con Musumeci e l’assessore regionale Razza, N.d.R.), incontrerà a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte sul tema dei migranti in Sicilia.

Nel frattempo, è avvenuto un terzo sopralluogo, nei Centri di accoglienza per migranti, a cura della Task force istituita dalla Regione Siciliana per verificare la compatibilità con le norme sanitarie e linee guida Covid delle strutture presenti sull’Isola. Dopo Pozzallo e Ragusa (ex azienda agricola Don Pietro), adesso è la volta di Lampedusa, dove l’hotspot, a fronte di una capienza consentita di 192 persone, ospita mediamente più di mille persone. La speciale “commissione” formata con decreto dell’assessore alla Salute Ruggero Razza – coordinata da Cristoforo Pomara e composta da 14 persone, tra docenti universitari e professionisti esperti del settore della sicurezza e della sanità – ha raggiunto la più grande Pelagie. Sull’isola anche gli uomini del dipartimento regionale della Protezione civile, giunti al seguito del dirigente generale Salvo Cocina. La Protezione civile ha affiancato la task force, come nelle altre occasioni, supporto logistico.

Le immagini girate all’interno e all’esterno della struttura di contrada Imbriacola testimoniano i gravi problemi igienico-sanitari e di promiscuità che ci sono nell’hotspot.

«Le immagini non mentono – sottolinea il presidente – queste sono le condizioni accertate dalla nostra task force. Adesso che si fa? Si dice che è realtà virtuale? Purtroppo è la dimostrazione di quello che diciamo da tempo: i diritti umani vanno praticati, non predicati. Altrimenti è solo retorica. Retorica dell’accoglienza che tante volte diventa business dell’accoglienza. Io non sono disponibile a girarmi dall’altra parte. E della sicurezza sanitaria del territorio io sono e mi sento responsabile».

«Il clima interno al Centro d’accoglienza è abbastanza sereno – afferma l’ingegnere Salvatore Cocina, dirigente generale del Dipartimento regionale della Protezione civile Sicilia – ma chiaramente c’è un sovraffollamento causato dai mille ospiti. Sicuramente le condizioni di Pozzallo erano migliori. Lo stress da sovraffollamento è evidente, con tutte le conseguenze che si possono facilmente immaginare».

Preoccupazione e necessità di agire in fretta nelle parole del professore Cristoforo Pomara. «Abbiamo rilevato urgenze ed emergenze che trasformeremo subito in una relazione da inviare all’assessorato alla Salute per le valutazioni. Da un punto di vista tecnico – continua il professore Pomara – abbiamo messo in essere la metodologia medico-legale. Quindi è stata eseguita l’indagine di sopralluogo per verificare le condizioni dei luoghi, lo stato delle cose e, ovviamente, il team multidisciplinare di cui disponiamo fornirà una valutazione di quelli che sono gli impatti più immediati, ponendo l’accento sulle urgenze e sulle emergenze sanitarie che riguardano la popolazione ospite».

A Palermo intanto sono in corso le operazioni di trasbordo dei 353 migranti dalla Ong Sea Watch 4 alla nave-quarantena Allegra.

Palermo: dalla pagina Fb di Andrea Tuttoilmondo (comunicazione Regione)

Ordinanza Tar, precisazione della presidenza della Regione

Dal portavoce della presidenza della Regione Siciliana è diffusa la seguente precisazione. «Non risponde al vero quanto dichiarato dall’Ufficio stampa della Giustizia amministrativa. Il codice del processo amministrativo prevede che per il decreto monocratico il presidente del Tribunale possa sentire le parti, anche informalmente. Nel caso del ricorso notificato alla Regione, proprio perché si tratta di richiesta informale, l’avvocato generale della Regione ha dapprima chiamato il presidente del Tar, che gli ha riferito di non essere a Palermo, e poi ha inoltrato una pec all’indirizzo pubblicato nel sito della Giustizia amministrativa, quando si è appreso che il procedimento sarebbe stato deciso dalla presidente di quella sezione. Non si comprende la ragione per cui si faccia riferimento, nel comunicato diffuso, a una specifica casella di posta elettronica per la ricezione degli atti, non trattandosi di un procedimento cui il codice del processo amministrativo riconosce formalità, soprattutto se la decisione deve avvenire in poche ore. La realtà è molto più semplice: il decidente ha ritenuto di pronunciarsi inaudita altera parte, scelta che il rito consente, ma che in situazioni come questa avrebbe meritato, a nostro avviso, ben altra sensibilità. Come i fatti di questi giorni stanno inequivocabilmente dimostrando».

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